Roma, 17 apr. (askanews) – Le guerre non devastano solo vite umane, territori ed economie ma lasciano una cicatrice profonda anche sul clima. A quattro anni dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, il bilancio delle emissioni di gas serra attribuibili al conflitto ha superato 311 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (tCO2e) – una cifra paragonabile alle emissioni annuali dell’intera Francia. A questi si aggiungono i costi climatici della guerra a Gaza, stimati in oltre 31 milioni di tCO2e, mentre è in corso la stima delle emissioni del conflitto in Iran.

In Ucraina inoltre c’è da registrare il danno degli incendi boschivi scatenati dai combattimenti che, continuano ad aumentare in modo progressivo. Condizioni insolitamente calde e secche, probabilmente intensificate dal riscaldamento globale, hanno trasformato anche le più piccole scintille in incendi incontrollabili, rendendo impossibile qualsiasi intervento. Un circolo vizioso che illustra come conflitti armati e crisi climatica si alimentino a vicenda.

Di tutto questo si parla sabato 18 aprile alle 11 nell’ambito della Padova Climate Action Week 2026, il primo festival diffuso sul clima costruito dal basso in Italia.