(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La pausa nel risiko bancario, per eleggere i cda di Mps e Banco Bpm, sembra ormai conclusa anche a Piazza Affari, con il mercato che subito torna a ragionare di «terzo polo», pur smorzato dai diretti interessati, e di possibili movimenti nell’azionariato degli istituti. Nell’attesa, continua la corsa dei rispettivi titoli, con il rally Banca Monte Paschi Siena +2,67%

(tornata ormai sui livelli di fine febbraio),Mediobanca +3,20%

(vicina al top da settembre scorso) e Banco Bpm +2,06%

(sui massimi da oltre due mesi).

Lo scenario di M&A, com’è ovvio, deve fare i conti da un lato con il ribaltone di Rocca Salimbeni, dove ha prevalso la lista della famiglia Tortora che ha riportato al comando dell’istituto senese Luigi Lovaglio, ma anche con l’ulteriore salita di Credit Agricole nel capitale di Piazza Meda, che in assemblea si è presentata con una quota del 22,8% (rispetto al 20,1% già noto in precedenza). Nel nuovo board, ci saranno quindi dieci membri eletti dalla lista del cda uscente, mentre quattro faranno riferimento alla lista di minoranza dei francesi (e uno ad Assogestioni). Senza contare che in questo possibile intreccio, con il ritorno in sella di Lovaglio, appare in dirittura d’arrivo il delisting di Mediobanca, come da piano industriale. Una mossa che non è detto non produca riflessi indiretti anche su Generali +1,81%