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Ultimo aggiornamento: 11:46
Lunghe code di auto per tornare alle proprie case, festeggiamenti per strada con clacson e bandiere. La popolazione libanese accoglie con sollievo la notizia del cessate il fuoco annunciata dal presidente Usa Donald Trump e confermata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Una tregua scattata mezzanotte che pone fine a sei settimane di combattimenti tra Israele e il gruppo armato libanese Hezbollah, e che lascia dietro di sé devastazione e morti. In Libano, i bombardamenti di Tel Aviv hanno creato oltre un milione di sfollati, famiglie costrette a lasciare la propria casa e finite a dormire per strada, o in campi improvvisati senza servizi minimi e acqua corrente.
Nonostante gli avvertimenti delle autorità libanesi di non tentare immediatamente di tornare nei propri quartieri, molti sfollati hanno iniziato a spostarsi verso il sud del Libano nelle ore successive alla dichiarazione del cessate il fuoco. Migliaia di famiglie hanno caricato sul tettuccio delle proprie auto coperte, materassi e sacche con le proprie cose, si sono messe in viaggio verso le loro case. Molte però hanno trovato solo macerie.
Nel villaggio meridionale di Jibsheet un esiguo gruppo di residenti è tornato tra condomini rasi al suolo e strade disseminate di pezzi di cemento, persiane di alluminio contorte e cavi elettrici penzolanti. “Mi sento libera per il fatto di essere tornata. Ma guardate, hanno distrutto tutto: la piazza, le case, i negozi, tutto”, ha dichiarato all’Ap Zainab Fahas, 23 anni.








