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Laura De Vita è stata sentita come persona informata sui fatti, per la seconda volta, nell’ambito dell’inchiesta per duplice omicidio volontario

Procedono senza sosta le audizioni degli investigatori che indagano sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte lo scorso dicembre a Pietracatella, in provincia di Campobasso, per un presunto avvelenamento da ricina. Secondo quanto trapela da alcune indiscrezioni di stampa, nella giornata di giovedì 16 aprile, Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita, marito di Antonella e papà di Sara, è stata convocata in Questura come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta per duplice omicidio volontario coordinata dalla procura di Larino.

La donna - 40 anni, insegnante di sostegno, che non è indagata - è tornata davanti agli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso per ripercorrere legami e dinamiche familiari di eventuale utilità investigativa. Come anticipato da La Presse, nel corso dell’audizione, le sarebbe stato chiesto di chiarire i legami con la cugina (acquisita) Antonella e la nipote Sara. La deposizione sarebbe durata all’incirca 4 ore, dalle 15.30 alle 19.30. De Vita era già stata sentita la scorsa settimana, nello stesso giorno in cui erano stati convocati in Questura Gianni e Alice, la primogenita dei coniugi Di Vita. Stando a quanto emerso finora, le versioni fornite dai tre familiari sarebbero concordanti.