«L’organico? Certo che stiamo assumendo, e in parallelo investiamo per aumentare in alcuni ambiti la nostra capacità produttiva». Strategia necessaria quella di Anton Seeber, alla luce della crescita a doppia cifra del gruppo che guida, il colosso altoatesino Hti, High Technology Industries.

Che grazie ad un anno positivo per le sue principali divisioni, dagli impianti a fune a quelli di innevamento, dai battipista ai cingolati per la gestione della vegetazione, è stato in grado di superare per la prima volta quota 1,6 miliardi di ricavi, in progresso di quasi 16 punti rispetto all’anno precedente.

«Il portafoglio ordini per il 2026 è già praticamente chiuso - aggiunge Seeber - e grazie ai progetti di lunga durata che abbiamo acquisito possiamo guardare in avanti con fiducia».

Decisivi, per i risultati, i numeri degli impianti a fune, con oltre 80 installazioni effettuate lo scorso anno, con quasi la metà dei ricavi di gruppo a provenire in termini geografici dall’arco alpino. Anche se a progredire non sono soltanto le commesse legate alle località sciistiche ma anche le strutture dirette a rispondere alle esigenze della mobilità urbana con progetti in più paesi, tra Francia e Spagna, Messico (quattro nuovi progetti in campo) e India, Vietnam e Repubblica Dominicana.