C’è un filo rosso che attraversa la nuova relazione depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila: non è solo la separazione familiare ad aver inciso sulla vita dei tre bambini della famiglia del bosco, ma anche un cambiamento radicale dello stile di vita. Alimentazione, sonno, ritmi quotidiani e perfino il modo di giocare: tutto, secondo i consulenti della difesa, sarebbe stato stravolto, con effetti che destano preoccupazione sul piano psicologico.

Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicoterapeuta Martina Aiello parlano apertamente di una condizione di “sofferenza psicologica” che, se protratta, potrebbe evolvere in forme depressive. Ma il punto centrale della loro analisi è un altro: il passaggio da uno stile di vita naturale e attivo a uno caratterizzato da consumo di zuccheri, esposizione quotidiana alla televisione e riduzione drastica dell’attività fisica.

Prima dell’allontanamento dal casolare di Palmoli, i bambini seguivano una dieta essenziale: verdure, legumi, frutta, porridge e frutta secca, senza prodotti industriali. Oggi, secondo la relazione, il quadro è opposto. L’introduzione di alimenti confezionati e ricchi di zuccheri avrebbe generato comportamenti nuovi, descritti come compulsivi. Durante le videochiamate con la madre, i piccoli chiederebbero dolci in modo insistente, quasi a compensare un disagio emotivo più profondo. Per i consulenti, non si tratta solo di un cambiamento alimentare, ma di un segnale: il cibo diventa rifugio, risposta a una tensione interna.