Certo era l’esito meno probabile, ma non inatteso visto il fronte che è andato creandosi negli ultimi giorni in favore della lista di Lovaglio. E, forse, una crescente disaffezione della Delfin nei confronti della manovra volta a creare il polo del risparmio italiano con Mediobanca a Generali».
Salvatore Rossi, economista ed ex dg di Bankitalia, l’esito senese mette in dubbio quella manovra?
«Il progetto di una piena fusione tra Montepaschi e Mediobanca è stato fortemente voluto da Lovaglio e andrà avanti. Cosa implichi per il pacchetto di Generali non è certo: se prima sembrava segnata anche la sorte di Trieste, che sarebbe caduta nelle mani dei nuovi azionisti di Mediobanca, ora la separazione dei grandi soci di Siena muta la prospettiva. D’altra parte, il disegno del governo per il ‘grande polo del risparmio tricolore’ non mi ha mai convinto…»
In che senso?
«Il risparmio è di noi tutti e necessita di essere investito in attività redditizie e, soprattutto, di essere in mani ‘sicure’: che siano nazionali o internazionali, al risparmiatore interessa il giusto. Il ‘sovranismo finanziario’ non ha molta razionalità economica».







