TEL AVIV - Gli agenti della sicurezza l’hanno scortata fuori dall’aeroporto Ben Gurion perché il caso del piccolo Eitan sta diventando in Israele anche disputa politica e, a parole, anche violenta. Aya — dice il marito Or Nirko dall’Italia — «ha avuto bisogno della protezione per le minacce e gli insulti scritti contro di lei sui social media» da quelli convinti che un bambino ebreo debba crescere solo qui.
Eitan, i parenti israeliani chiedono di adottarlo. E la zia paterna vola a Tel Aviv
La mossa della zia materna, quella paterna è arrivata a Tel Aviv, dove però deve rispettare la quarantena di una settimana prevista per chi arriva dall’estero






