Un consorzio composto dal colosso statunitense ExxonMobil e dalle compagnie greche Energean e Helleniq Energy ha firmato ad Atene un accordo con Stena Drilling, la società proprietaria della piattaforma di perforazione galleggiante che verrà utilizzata per la ricerca offshore di idrocarburi nel 'Blocco 2', nel Mar Ionio nord-occidentale.

Lo riporta l'agenzia Ana-mpa.

In occasione della firma del contratto, il ministro dell'Ambiente e dell'Energia greco, Stavros Papastavrou, ha affermato che se le forti indicazioni della presenza di gas naturale nell'area saranno confermate, si tratterà di un salto in avanti per la crescita economica e il ruolo geopolitico della Grecia. Secondo i dati presentati dall'amministratore delegato di Energean, Mathios Rigas, i giacimenti stimati di gas naturale nell'area ammontano a circa 270 miliardi di metri cubi (a titolo di confronto, il consumo annuale della Grecia è di 6-7 miliardi di metri cubi). La profondità di perforazione raggiungerà i 4.622 metri e il costo è stimato in 60-70 milioni di euro. Se la perforazione avrà esito positivo, saranno necessari ulteriori investimenti pari a 5 miliardi di euro per lo sviluppo del giacimento, che sarà collegato tramite un'unità galleggiante sia alla Grecia che all'Italia, riporta Ana-mpa. Se le trivellazioni avranno esito positivo, le entrate per lo Stato greco (ai prezzi attuali del gas naturale) in un periodo di 20 anni potrebbero raggiungere i 10 miliardi di euro. L'ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, Kimberly Guilfoyle, presente alla firma del contratto, ha affermato: "La Grecia sta emergendo come un vero e proprio hub energetico regionale e un partner strategico per garantire la sicurezza energetica nell'Europa sud-orientale".