Roma, 15 apr. (askanews) – Le guerre, per la popolazione civile, non finiscono con la firma dei trattati di pace. Ci sono conflitti che continuano in silenzio, come quello contro le mine nel Karabakh, territorio azerbaigiano a lungo segnato dalla guerra tra Baku e Yerevan.

Oggi il 12% del territorio dell’Azerbaigian è contaminato da mine antipersona, ordigni e munizioni inesplose. Aree rese invivibili, con residuati bellici presenti nei cimiteri, nelle zone abitative e nei terreni agricoli. Un territorio ferito che prova a tornare alla vita grazie alle operazioni di sminamento avviate dal governo di Baku.

Per mantenere alta l’attenzione su questo tema, il senatore Marco Scurria, Presidente del Gruppo di amicizia Unione parlamentare Italia-Azerbaigian, ha promosso una conferenza al Senato della Repubblica, nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, dal titolo: “Sminamento: prevenire il pericolo, ricostruire il futuro. Il punto di vista dell’Azerbaigian”.

L’incontro, moderato da Annamaria Esposito, vice caporedattore Esteri di Rainews24, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore, tra cui l’onorevole Ettore Rosato, il consigliere d’ambasciata Gianluca Brusco, insieme alle testimonianze di Samir Poladov, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ANAMA, di Giuseppe Schiavello, Direttore Campagna Italiana contro le Mine ONLUS e di Fabrizio Conti, direttore creativo dell’ArtCloud network international. Le conclusioni dell’evento sono state affidate all’ambasciatore azerbaigiano in Italia Rashad Aslanov.