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La foto scelta dal settimanale accende lo scontro: per molti è una denuncia, per la comunità ebraica rilancia stereotipi pericolosi e una lettura distorta del conflitto
Amarezza tra gli ebrei italiani, coro di consensi a sinistra. La copertina dell’Espresso – la cosa non accadeva da tempo - è tornata a far parlare di sé. Quell’immagine del “colono” armato, quel suo riso che diventa ghigno di fronte a una donna araba apparentemente dolente, è parso quanto di più azzeccato agli occhi degli anti-israeliani.
Schiere di pro Pal hanno applaudito, seguaci come sono di una narrazione dichiaratamente manichea che rappresenta lo Stato ebraico come il male, riedizione del nazismo e artefice di un “genocidio” sadico ai danni di un popolo innocente, quello “palestinese”, che invece incarnerebbe per intero il bene, a Gaza come in Cisgiordania. E lo scatto giunge proprio dalla Cisgiordania nome occidentale e relativamente recente affibbiato alle antiche Giudea e Samaria, oggi sbandierato come un toponimo originario in grado di svelare la natura coloniale dell’attuale “occupazione”.






