Viaggiare non significa solo visitare grandi monumenti ma varcare la soglia del tempo ed entrare nella vita di chi ha fatto la Storia, l'arte o la letteratura. Piccole abitazioni o ville monumentali, studi d’artista e veri e propri musei, residenze stabili, “rifugi” estivi e case di collezionisti dove sono nati o hanno vissuto personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell'arte, della letteratura, della scienza, della storia. Le case museo sono dimore storiche trasformate in spazi espositivi che custodiscono, intatta, l'atmosfera di un passato intimo ma carico di tesori. Luoghi dove palpita intenso il cuore di tutto ciò che è cultura. Le Giornate Internazionali delle Case della Memoria e dei Musei di personalità illustri, che si terranno il 18 e 19 aprile 2026, nascono per far conoscere e valorizzare queste realtà, con la consapevolezza che non è possibile leggere le opere immortali dei grandi scrittori, ammirare i dipinti e le sculture di artisti geniali, e insomma conoscere la Storia, senza toccare con mano i suoi protagonisti, la loro vita e il loro legame col territorio.

Castello di Donnafugata, Contrada Donnafugata (Rg)

La seconda edizione

Per il secondo anno consecutivo, queste dimore apriranno nelle stesse ore le proprie porte a livello internazionale, consentendo al pubblico di scoprire i luoghi vissuti dai Grandi. Sono oltre 400 le realtà che hanno aderito nel mondo, nel segno della cultura e della memoria; in Italia, oltre 150 in 18 regioni. Protagoniste assolute le case, i luoghi abitati dai Grandi, i musei che testimoniano l'attività letteraria, artistica o musicale dei personaggi illustri internazionali in ogni campo del sapere. C’è la casa di Enrico Caruso, Villa Bellosguardo a Lastra a Signa (Fi), nota per i suoi due giardini all’italiana con cipressi, querce e piante esotiche come il cedro del Libano, e Casa Carducci a Bologna, l'ultima residenza bolognese del poeta, dove raccolse i suoi libri e le sue memorie. C’è la medievale Casa Pellico a Saluzzo, dove nacque lo scrittore patriota nel 1789, situata nella scenografica piazzetta dei Mondagli del centro storico della cittadina piemontese, e la Casa Museo Beato don Pino Puglisi a Palermo, occupata dal Padre fino alla sua uccisione per mano mafiosa e oggi trasformata in presidio morale e culturale.