Il nome comune con il quale è conosciuta in Italia è un intreccio di enigma e suggestione. Le deriva da un’evolutissima strategia alimentare, insolita per un gasteropode: nutrirsi del sangue delle sue prede, prevalentemente pesci.Potrebbe ora ritagliarsi uno spazio di (imprevista) popolarità la lumaca vampiro (Cumia intertexta il nome scientifico), lunghezza massima di appena tre centimetri: è l’unica specie dei mari italiani e del Mar Mediterraneo in lizza per il titolo di Mollusco dell’Anno, una sorta di Premio Oscar degli invertebrati. Proprio così: lei, la lumaca vampiro, è tra i 5 finalisti della competizione Mollusc of the Year 2026, competizione promossa dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte insieme alla Unitas Malacologica, la società che riunisce gli studiosi di molluschi di tutto il mondo.

Una competizione che negli ultimi anni ha riscosso particolare consenso e in effetti anche quest’anno sono state decine le candidature ricevute attraverso una call scientifica globale, altro che petizione social: ci sarà ora tempo fino al 26 aprile per votare, tra le finaliste, la specie prescelta. Tra le finaliste anche Ephippodonta lunata, Lithoredo abatanica, ​_Triplofusus giganteus_ – la cui grandissima conchiglia è tra i simboli della Florida - e ​_Filicaulis seychellensis_.Roba per addetti ai lavori? Macchè: il cosiddetto palmares del concorso è un inno alla biodiversità: nel 2021 ha vinto il polpo argonauta, dai più definito come il mollusco più romantico al mondo; nel 2022 il pubblico di tutto il mondo ha invece incoronato le variopinte lumache Polymita Picta, a rischio di estinzione; campione in carica è invece una specie di polpo abissale, Muusoctopus.