Si presenta in ospedale con vomito e un malessere generale ma viene dimessa dopo un’ora. E il giorno seguente - il 3 agosto scorso - muore in casa. Francesca Centonze, residente a San Pietro Vernotico (Brindisi), non aveva ancora compiuto 29 anni. Aveva tanti progetti per il futuro. Sul suo decesso è stata aperta un’inchiesta dalla procura di Brindisi che ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di alcuni medici in servizio all’ospedale di Francavilla Fontana con l’accusa di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Nei giorni scorsi, su impulso dei familiari, è stata riesumata la salma per permettere di eseguire l’autopsia. Per conoscere gli esiti dell’esame medico-legale si dovranno attendere i prossimi due mesi.
A mettere in moto l’inchiesta, come detto, sono stati i genitori della ragazza. In questi mesi hanno cercato con una lettera di ricevere spiegazioni dall’ospedale sul decesso della figlia ma non sarebbero state fornite risposte. E, a quel punto, hanno deciso di interpellare la magistratura. La ragazza, secondo quanto denunciato, alla fine di luglio, aveva cenato in un ristorante. Nelle ore immediatamente successive, avrebbe iniziato ad accusare un forte malessere: vomito e spossatezza. E il 2 agosto, accompagnata dai genitori, raggiunge l’ospedale di Francavilla Fontana dove, secondo i familiari, sarebbe stata visitata superficialmente, senza che i medici disponessero ulteriori esami, e rimandata a casa dopo un’ora. Il giorno dopo, Francesca Centonze è morta.






