Ci saranno nomi dal passato rock come Brian Eno e Patti Smith, o registi come Jim Jarmusch e Alexander Kluge, scomparso il 26 marzo scorso all'età di 94 anni, tra i 24 artisti ospitati nel Padiglione della Santa Sede, "L'orecchio è l'occhio dell'anima", alla 61/a Biennale d'Arte di Venezia.

Le opere commissionate sono ispirate alla vita e all'eredità di Ildegarda di Bingen (1098-1179), badessa medievale, poetessa, guaritrice e compositrice, proclamata santa e dottore della Chiesa da papa Benedetto XVI nel 2012.

A ospitare il Padiglione a cura di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, realizzato in collaborazione con Soundwalk Collective, saranno due sedi: il Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, a Cannaregio, e il complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello.

E a parte l'approccio "rock" di alcuni artisti invitati, la proposta della Santa Sede risponde all'idea della curatrice scomparsa Koyo Kouoh, che invita a rallentare e sintonizzarsi su un registro più silenzioso: la mostra assume insomma la forma di una preghiera sonora, un invito all'atto contemplativo dell'ascolto.

Il dicastero vaticano per la Cultura e l'educazione ha annunciato ieri i nomi dei 24 partecipanti: per il Giardino dei Carmelitani Scalzi, Bhanu Kapil, Brian Eno, Carminho, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Holly Herndon & Mat Dryhurst, Jim Jarmusch, Kali Malone, Kazu Makino, Laraaji, Meredith Monk, Moor Mother, Otobong Nkanga, Patti Smith, Precious Okoyomon, Raúl Zurita, Soundwalk Collective, Suzanne Ciani, Terry Riley, Monache benedettine dell'Abbazia di Santa Ildegarda di Eibingen; per Santa Maria Ausiliatrice, Alexander Kluge, Ilda David', Tatiana Bilbao.