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Crescono le preoccupazioni per lo stato di salute mentale del tycoon. L’allarme dei suoi ex collaboratori e il fantasma di Biden
“Lasciate che Trump sia Trump”. Questa la strategia predicata dai consiglieri del tycoon sin dalla sua irruzione nella politica Usa nel giugno del 2015. Qualsiasi mossa o dichiarazione sopra le righe di The Donald è stata sin qui affrontata richiamando tale filosofia, basata sul rapporto che lega il capo Maga ad un elettorato per anni, se non decenni, trascurato dalla politica mainstream e stanco del perbenismo di facciata dei vari Obama e Clinton. “Nell’era della polarizzazione politica, soprattutto all’interno del partito repubblicano, c’è una parte che apprezza lo stile di leadership” del commander in chief, spiega lo storico di Princeton Julian E. Zelizer al New York Times. “Cosa c’è di più anti-establishment di qualcuno disposto a perdere il controllo”, si domanda l’esperto consultato dal quotidiano statunitense. Con un filo di preoccupazione.






