Il 2025 si è chiuso per il macrosistema dell’arredamento con 27,7 miliardi di euro, una cifra in aumento rispetto al 2024 (+0,9%), nonostante il lieve calo delle esportazioni (-0,8%), che rappresentano per il comparto più della metà dei ricavi, con un valore di 14,2 miliardi di euro contro i 13,5 miliardi generati sul mercato domestico, secondo i dati diffusi la scorsa settimana da FederlegnoArredo (Fla).
Il rallentamento dell’export viene ora confermato dai numeri relativi al primo mese del nuovo anno e fanno suonare un campanello d’allarme tra le imprese del settore, che si preparano a dare vita alla più grande manifestazione internazionale dell’arredo-design, il Salone del Mobile di Milano, in programma dal 21 al 26 aprile negli spazi di Rho-Fiera Milano.
La gelata dell’export di gennaio
Le elaborazioni del centro studi Fla descrivono uno scenario in forte peggioramento, a cominciare dagli Stati Uniti. «Il calo complessivo su questo mercato a fine 2025 era tutto sommato contenuto, attorno al 4,9%. Ma eravamo consapevoli che quel dato nascondeva diminuzioni molto più consistenti a partire dalla fine dell’estate, con l’entrata in vigore ufficiale dei dazi voluti dal presidente Trump», spiega il presidente di Fla, Claudio Feltrin. La conferma è un crollo del 28,5% a gennaio 2026 rispetto a gennaio 2025, con vendite di mobili congelate a causa non solo delle nuove tariffe doganali al 15%, ma anche, e forse soprattutto, della svalutazione del dollaro sull’euro.







