BELLUNO - Nessun ripensamento o rinvio. Per il progetto di riqualificazione di via Feltre, una delle vie nobili d’ingresso a Belluno, ieri è stato il primo giorno di lavori che hanno previsto il taglio di 45 dei complessivi 147 tigli che verranno abbattuti. E sono scattate le proteste. Il corposo intervento del valore di 3.1 milioni è finanziato da Umberto Fiabane, un privato cittadino, già vincitore del premio San Martino - il riconoscimento istituito dal Comune di Belluno a favore di chi si distingue per solidarietà, dedizione e impegno civile - e che nel passato si è reso protagonista di altri gesti simili sia a favore della città, sia dell’ospedale. Una generosità che però potrebbe interrompersi: «Basta - ha detto ieri -. Questa è l’ultima volta che faccio qualcosa per Belluno. Mi sono stufato e sono amareggiato per le troppe polemiche».
Il progetto comunque va avanti, così come voluto dall’amministrazione comunale di centrodestra che governa a Palazzo Rosso. E non ci saranno modifiche nonostante le proteste. L’iniziativa ha infatti suscitato una serie di contrarietà ed osservazioni da parte delle minoranze consiliari, di associazioni e di una vasta platea di cittadini. Questi ultimi si sono fatti sentire firmando una petizione on line che, ieri, a distanza di 48 ore dal suo lancio, aveva raggiunto circa 2.500 firme. All’apertura del cantiere, in via Feltre c’erano anche alcuni attivisti di Italia Nostra, pronti a legarsi agli alberi per evitare di vederli crollare a terra, uno dopo l’altro. Ma nonostante il sostegno di un legale, nonostante una telefonata al colonnello dei Carabinieri Forestali per verificare la presenza delle necessarie autorizzazioni, nonostante azioni di persuasione nei confronti degli operai della ditta incaricata del taglio, la loro volontà di bloccare almeno per qualche settimana il progetto, per poi poterlo ridiscutere, è stata vana.






