Roma, 14 apr. (askanews) – Il settore delle bevande in Italia conta oltre 3.100 imprese industriali dando lavoro a 42.700 addetti generando un fatturato di 26,3 miliardi di euro dei quali 11,9 miliardi di euro provengono dall’export, un valore pari ad oltre il 20% delle esportazioni complessive del food&beverage. Sul fronte estero, infatti, il settore conferma una forte vocazione internazionale: tra il 2019 e il 2025 l’export italiano di bevande è cresciuto del 28%, nonostante una flessione del 2,5% nel 2025, dovuta soprattutto al rallentamento di alcuni mercati chiave, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Germania.
E’ quanto emerso a Vinitaly dall’incontro promosso da Agronetwork sul tema “Andamento delle bevande in Italia. Tematiche e tendenze”, che ha rappresentato un momento di dialogo tra i rappresentanti delle principali categorie su scenari e nuove dinamiche di mercato, consumi, export.
Negli ultimi due anni i consumi in volume hanno mostrato andamenti differenziati tra i vari comparti: calano vino, spirits e soft drinks, mentre crescono birra e acque minerali. È il segno di un mercato in evoluzione, nel quale il consumo non scompare ma si ricompone secondo nuove priorità, nuovi stili di vita e una maggiore attenzione al valore complessivo dell’esperienza. Le tendenze richiamate durante l’incontro hanno riguardato, tra l’altro, il benessere fisico e mentale, l’interesse per i prodotti low e no alcol, la mixology, la personalizzazione dell’offerta e la valorizzazione del Made in Italy anche attraverso i flussi turistici internazionali.








