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Ultimo aggiornamento: 16:08

Oggi il governo Meloni ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele, con i rapporti tra i due Paesi al livello più basso degli ultimi anni. Ma ieri 13 aprile sono iniziate le tensioni, dopo la condanna di Tajani alle operazioni di Israele in Libano, con l’ambasciatore italiano a Tel Aviv – Luca Ferrari – convocato per protesta dal ministero degli Esteri di Gerusalemme. Secondo l’agenzia di stampa AdnKronos, Ferrari sarebbe già stato ricevuto.

Pochi giorni fa, l’8 aprile, il copione era andato in scena alla rovescia, con la convocazione da parte di Tajani dell’ambasciatore israeliano: la Farnesina protestava contro i colpi di avvertimento esplosi dalle Idf contro i caschi blu italiani di Unifil nel Paese dei Cedri, con un proiettile finito a un metro da uno dei soldati. L’ambasciatore Ferrari è stato convocato dal direttore generale degli Affari politici del ministero degli Esteri israeliano, Yossi Amrani, omologo dell’ambasciatrice Cecilia Piccioni, che la settimana scorsa aveva a sua volta convocato l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled. “I soldati italiani non si toccano”, aveva tuonato Tajani in quell’occasione.