Nessuno, in Germania, sembra volersi arrendere al tragico epilogo che appare già scritto fra le acque basse del Mar Baltico: “Timmy non deve morire”. È il grido di un'intera nazione, unita come non mai per una storia che va oltre i classici confini della convivenza fra uomini e animali selvaggi e che mostra, seppur con mille contraddizioni, un ritrovato spirito di lotta per la salvaguardia della natura. Da due settimane fra le acque della costa di Poel nel nord della Germania si è iniziata a consumare una tragedia che tiene oggi con il fiato sospeso tutto il Paese, una vicenda capace di prendersi le copertine dei principali giornali tedeschi, di portare a decine di denunce, di programmare dirette streaming mai viste prima, di far scendere in campo sia sciamani che milionari e di spingere persino ad atti di insurrezione popolare. Tutto questo è accaduto per l’amore nei confronti di una singola balena.

Ribattezzata “Timmy” o chiamata in altri casi “Hope”, una megattera maschio di circa dodici metri e una decina di tonnellate di peso a inizio marzo si è arenata a più riprese fra le acque basse e le spiagge del nord tra Wismar e Timmendorfer Strand. L’animale è apparso inizialmente in buona salute anche se in difficoltà a causa di reti da pesca, la salinità, una possibile infezione e le acque basse dell'area. In più occasioni successivamente il cetaceo è rimasto intrappolato nelle baie del nord senza riuscire mai a trovare una via di fuga perdendo pian piano forza, una vicenda che ricorda per certi aspetti quella di Wally, balena grigia che rimase bloccata tra Italia, Francia e Spagna nel 2021.