Le associazioni "esprimono un giudizio complessivamente positivo sull'iniziativa, ritenendola coerente con l'assetto costituzionale delineato dall'art.
45 della Costituzione, che affida agli "opportuni controlli" la tutela del carattere mutualistico della cooperazione.
Il documento ricostruisce la genesi storica del sistema di vigilanza, fondato sull'affiancamento tra Stato e Centrali cooperative sin dalla legge Basevi del 1947, e ne dimostra l'efficienza attraverso dati empirici e un'analisi comparata con i modelli europei (Germania, Austria, Francia, Portogallo)". Lo affermano, in una nota congiunta, Confcooperative, Legacoop, Agci, Unicoop, Unci e UeCoop ascoltate questa mattina nella commissione Attività produttive della Camera sul disegno di legge delega al governo per la riforma della vigilanza sugli Enti cooperativi e mutualistici.
Le centrali cooperative (Confcooperative, Legacoop, Agci, Unicoop, Unci e UeCoop) sottolineano, tuttavia, che "la riforma non deve limitarsi al rafforzamento dei controlli, ma deve accogliere il monito della Corte costituzionale (sentenza n.
116/2025), che invita il legislatore a rilanciare anche la dimensione promozionale della politica cooperativa, oggi in grave crisi. Le associazioni - va avanti la nota - propongono altresì una serie di emendamenti puntuali al testo del ddl, volti a garantire la copertura della vigilanza su tutti gli Enti, assicurare proporzionalità nelle sanzioni, valorizzare la funzione consultiva della Commissione centrale e preservare l'autonomia statutaria delle associazioni".






