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L'ex ministro del governo Conte coi vertici musulmani nel 2020. Ombre sul denaro: in 2 mesi raccolti 500mila euro

Durante la pandemia abbiamo visto diversi attori coinvolti, e altrettante sono le ombre che la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'emergenza sanitaria sta facendo emergere. Ma c'è un legame estremamente solido che finora non era salito agli onori della cronaca e riguarda quello tra il governo Conte 2 e la comunità islamica durante la pandemia. Era venerdì 10 gennaio del 2020, quando il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha incontrato al Viminale il presidente dell'Ucoii, Yassine Lafram con alcuni membri della direzione nazionale, come riportato dallo stesso sito dell'organizzazione islamica: "Per l'Unione hanno partecipato il Presidente Lafram, il Primo Vice Presidente Nadia Bouzekri, il Secondo Vice Presidente Abdelhafidh Kheit e il Segretario dell'Unione Yassine Baradai". A rilanciare l'evento anche il sito dei fratelli Piccardo, La Luce, che sottolineava una forte apertura "dopo la parentesi del primo governo Conte, quando l'inquilino (si fa per dire) del Viminale era Matteo Salvini". Ma in quel periodo l'Ucoii era particolarmente attiva sul versante pandemico: diverse le raccolte fondi promosse dall'Unione così come dalle moschee del loro circuito. E, infatti, come si legge sul sito Arabnews, in un articolo del 14 maggio 2020 "le comunità musulmane in Italia sono state elogiate per la loro generosità durante la crisi del coronavirus, avendo donato oltre 500.000 euro in denaro e aiuti alimentari dall'inizio dell'epidemia, più di due mesi fa".