C’è un punto fragile, nelle relazioni nate online, in cui il desiderio di essere visti e amati può trasformarsi in una crepa profonda, ed è proprio da lì che prende forma la storia di Marcella, un racconto che scivola lentamente dall’illusione alla perdita fino a riscrivere completamente una vita; a raccontarlo è stata lei stessa nel salotto di La volta buona, ospite di Caterina Balivo, dove ha ripercorso senza pause una relazione nata online e alimentata per anni da promesse, fragilità e richieste sempre più pressanti: “Ci siamo conosciuti online, lui aveva una foto di Hugh Jackman, ma io non conoscevo l’attore, lui diceva di essere un medico e inizia così la storia d’amore, la voglia di incontrarlo c’era, ma lui poi si ammala e inizia a fare richieste di denaro per curarsi perché non riusciva a lavorare”.

Un racconto continuo e coerente in cui la malattia diventa il perno emotivo capace di giustificare tutto e di alimentare un legame sempre più forte, tanto da trasformarsi in progetto condiviso: “Una fattoria didattico sperimentale, pensavamo a una vita insieme”, un’idea concreta, quasi tangibile, che rende l’inganno ancora più credibile mentre l’uomo entra progressivamente nella sua quotidianità fino a coinvolgere anche la sua famiglia: “Lui parlava con la mia migliore amica, con mio fratello, mia madre e mio figlio, quando è venuta a mancare mia mamma ha mandato una corona di fiori scrivendo “il tuo genero Simone”, che coraggio”.