Uno studio internazionale dimostra che comuni antidolorifici umani riducono le reazioni degli scampi a stimoli dolorosi. La ricerca rafforza l’ipotesi che i crostacei siano in grado di provare dolore. Gli scienziati chiedono metodi di uccisione più “compassionevoli” e una revisione delle pratiche nell’industria alimentare.
La scoperta: gli antidolorifici funzionano anche sulle aragoste
Gli scampi potrebbero provare dolore. È quanto emerge da una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports e guidata dall’Università di Göteborg, in Svezia.
Gli esperimenti hanno mostrato che, quando agli animali vengono somministrati antidolorifici comunemente usati negli esseri umani, le loro reazioni a stimoli nocivi diminuiscono in modo significativo. In particolare, gli scampi smettono o riducono drasticamente i tentativi di fuga da scariche elettriche, considerate un’esperienza dolorosa.
Secondo la coordinatrice dello studio, Lynne Sneddon, docente di zoofisiologia, questo rappresenta un indizio importante: “Il fatto che gli antidolorifici sviluppati per gli esseri umani funzionino anche sui crostacei dimostra quanto il nostro funzionamento sia simile”.








