ROVIGO - Prima gli insulti, poi le provocazioni, quindi i pugni. E infine una bottiglia rotta usata come arma. È successo domenica sera, intorno alle 22, in via Silvestri, a pochi passi dalla caserma provinciale dei carabinieri, nel cuore della città, zeppo di gente con tanta voglia di uscire in una delle prime vere giornate di primavera dell’anno. A raccontare quanto accaduto è Matteo, 21 anni, titolare di un locale a Villanova del Ghebbo. Era insieme ai genitori, alla sorella di 14 anni e ad alcuni amici di famiglia, con tre bambini piccoli, il più grande di appena sette anni. Stavano rientrando verso le auto dopo aver cenato in via Fuà Fusinato, quando sono stati avvicinati da un gruppo di ragazzi, di origine nordafricana, in bicicletta.
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«Hanno iniziato a girare attorno a mia madre e mia sorella, facendo la lingua e il dito medio» racconta. La situazione è degenerata in pochi istanti. «Si sono avvicinati a mia madre e a mia sorella in modo minaccioso. Io e mio padre ci siamo messi davanti a loro per proteggerle». Da lì l’escalation. «Uno ha iniziato a spintonarmi, poi è partito con i pugni. Mio padre ha provato a mettersi in mezzo, ma mi ha colpito al volto».






