La Borsa di Tokyo tenta un recupero in scia ai segnali di ottimismo che arrivano dai mercati azionari Usa, malgrado l’incertezza sull’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo il blocco militare allo Stretto di Hormuz deciso dalla amministrazione Trump, a partire da ieri, mentre il petrolio scende sotto i 100 dollari al barile.
L’indice Nikkei 225 di Tokyo è salito del 2,4% a 57.842,72. Il Kospi sudcoreano ha registrato addirittura un balzo del 3,4% a 6.004,30. L’Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,4% a 25.759,75, mentre l’indice composite di Shanghai è salito dello 0,6% a 4.010,45 e quello della piazza di Shenzhen guadagna l’1,15% a 14.573,28 punti. A livello congiunturale la Cina ha registra una crescita delle esportazioni inferiore alle attese del 2,5% a marzo, per il primo mese dall’inizio della guerra in Iran.
L’Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,4% a 25.759,75, mentre l’indice composito di Shanghai è salito dello 0,6% a 4.010,45. Martedì la Cina ha riportato una crescita delle esportazioni inferiore alle attese del 2,5% a marzo, per il primo mese dall’inizio della guerra in Iran. L’indice australiano S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,3%, mentre il Taiex di Taiwan è salito del 2,2 per cento.












