La richiesta di rinvio a giudizio per Begona Gomez, moglie del premier Pedro Sanchez, arriva al culmine di un'inchiesta lunga quasi due anni e apre un nuovo fronte di tensione istituzionale tra governo e parte del potere giudiziario.

E accende lo scontro politico frontale in Spagna. Il giudice Juan Carlos Peinado ha chiuso l'istruttoria ipotizzando quattro reati: traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita. Ora la parola passa alle parti: accusa e difesa hanno cinque giorni per presentare le loro conclusioni. Un passaggio che precede la scelta sull'apertura del dibattimento, con la possibilità - tuttavia già contestata dal Tribunale di Madrid - che sia celebrato davanti a una giuria popolare. Nel corso dell'istruttoria, la procura ha chiesto più volte l'archiviazione del procedimento, mentre le accuse 'popolari' - associazioni di estrema destra e Vox - si sono sempre opposte all'archiviazione. Nelle 38 pagine dell'ordinanza, Peinado usa toni durissimi: "Le condotte che provengono da palazzi presidenziali, come in questo caso, appaiono più proprie dei regimi assolutisti, per fortuna dimenticati nel nostro Stato", afferma. E sostiene che Gomez avrebbe "influenzato" autorità accademiche e funzionari, avvalendosi "della relazione personale con il presidente del Governo", per ottenere "interlocuzioni istituzionalmente eccezionali", anche attraverso incontri alla Moncloa.