MADRID. La saga giudiziaria in cui, da circa un anno e mezzo, è coinvolta come indagata per vari reati Begoña Gomez, moglie del premier socialista spagnolo Pedro Sanchez, si addentra in un nuovo capitolo. E la possibilità che la consorte del leader finisca alla sbarra per almeno un capo d’accusa, quello di “malversazione” di fondi pubblici, è ora più vicina. Juan Carlos Peinado, il giudice di Madrid che dall’inizio ha preso in carico il caso, in cui Gomez è stata dapprima indagata con l’accusa di irregolarità nella gestione di un master in un’università pubblica a lei affidato, si è convinto che l’accusata possa aver commesso anche un altro illecito: aver sfruttato la messa a disposizione da parte della Presidenza del governo di un’assistente, assegnatale una volta assunto l’incarico di primo ministro da parte del marito nel 2018, per portare avanti “affari privati”. Per questo motivo, il magistrato ha reso noto in una risoluzione che, a norma di legge, la questione dovrebbe essere valutata in un processo con giuria popolare.

Questo atto giudiziario, precisano fonti giuridiche a La Stampa, non significa che per Gomez sia già scattato in automatico un rinvio a giudizio. In esso, spiegano, il giudice Peinado si limita infatti a far sapere alle parti quali saranno d’ora in avanti le modalità del procedimento aperto sul tema: termini specifici regolati da una legge del 1995 e che adesso, a suo avviso, vanno appunto applicati a questo caso, una volta stabilito in fase di indagini che il reato contestato è quello di “malversazione” (uso improprio di fondi pubblici). Secondo l’ipotesi d’accusa, a commetterlo non sarebbe stata solo Gomez, bensì anche la sua assistente assegnata dallo Stato, Cristina Alvarez, e la persona che a suo tempo ne avrebbe curato l’assunzione, l’ex segretario generale della Presidenza Francisco Martin Aguirre, attuale prefetto di Madrid.