Si è conclusa con successo la quinta missione del team di cardiochirurgia pediatrica dell’Istituto Gaslini ad Amman, un intervento umanitario di grande rilievo svolto in un contesto di estrema tensione geopolitica. La missione si è tenuta presso l’ospedale Al Khalidi di Amman, nell’ambito di un programma che offre trattamento chirurgico per cardiopatie congenite a pazienti profughi — in un Paese che accoglie oltre 3 milioni di rifugiati provenienti da tutto il Medio Oriente — altrimenti privi di accesso alle cure, con il supporto di Gift of Life Amman e Gift of Life New York.
Nel corso di cinque giorni di intensa attività, sono stati trattati dieci pazienti di età compresa tra i 2 mesi e i 15 anni. I bambini, provenienti da contesti di estrema fragilità come Gaza, la Cisgiordania (Ramallah), la Siria e i campi profughi giordani, erano affetti da gravi malformazioni congenite, tra cui la tetralogia di Fallot e la coartazione aortica. Tutti gli interventi si sono conclusi positivamente: il 100% dei pazienti è sopravvissuto, tutti sono stati dimessi dalla terapia intensiva e alcuni hanno già fatto ritorno a casa.
“La missione dell’ Ospedale Gaslini - spiega l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò - rappresenta un esempio straordinario di eccellenza clinica e di impegno umanitario in uno dei contesti più complessi al mondo. Salvare la vita a dieci bambini affetti da gravi cardiopatie congenite, in condizioni di guerra, è motivo di grande orgoglio per tutta la sanità ligure. Questo progetto rafforza il ruolo della Liguria nella cooperazione sanitaria globale”.






