Roma, 9 giu. (askanews) – L’Istituto Giannina Gaslini di Genova ha portato a termine un complesso e delicato intervento di separazione di due gemelle siamesi, nate in Burkina Faso nel dicembre 2024 e unite nella regione toracica e addominale. Le bambine, che condividevano il fegato e parte del pericardio, sono giunte in Italia il 20 maggio grazie all’associazione Una Voce per Padre Pio, nell’ambito del Programma Umanitario Sanitario attivato in collaborazione con il Gaslini. Il caso è stato seguito in ogni sua fase grazie al cofinanziamento dell’associazione Patrons of the World’s Children Hospitals e della Regione Liguria, nell’ambito della normativa nazionale per l’assistenza sanitaria ad alta specializzazione a cittadini stranieri in condizioni di fragilità.
Si definiscono gemelli siamesi quei gemelli monozigoti che restano uniti in una o più parti del corpo. Tra le diverse tipologie, gli onfalopaghi rappresentano una delle forme più frequenti: sono uniti nella regione ombelicale e del basso torace, e possono condividere organi come il fegato, il pericardio e segmenti del tratto intestinale. Si tratta di una condizione rarissima, con un’incidenza stimata tra uno su 50mila e uno su 200mila nati vivi.







