TREVISO - «La Reyer School Cup? Ce ne vorrebbe una per ogni città». Parola di Maurizio Gherardini, ex procuratore generale della Benetton Treviso ed ex vicepresidente dei Toronto Raptors, attuale presidente della Lega Basket Serie A. Se da una parte però la federazione loda il progetto e sogna un'estensione del format su scala nazionale, dall'altra c'è la resistenza delle società che non sempre gradiscono che i propri atleti gareggino in altri tornei. Diversi club, infatti, hanno provato a impedire ai propri giocatori di partecipare: c'è chi ha fatto buon viso a cattivo gioco, chi ha lasciato correre e chi invece l'ha presa abbastanza sul personale.
È il caso di Treviso Basket che ha adottato un provvedimento disciplinare nei confronti di due suoi atleti 17enni dell'Under 19 eccellenza per aver partecipato alle final four del trofeo scolastico targato Reyer. I due ragazzi, studenti del liceo Duca Degli Abruzzi di Treviso, venerdì sono arrivati a giocarsi la finale al Taliercio (poi persa) contro i mestrini del liceo Stefanini.
Il regolamento del Tvb è abbastanza chiaro: niente gite e niente tornei scolastici per chi disputa i campionati d'Eccellenza. Per questo motivo, i due ragazzi (che comunque non hanno firmato un contratto professionistico) avevano accettato di entrare nel progetto come allenatori in panchina per aiutare i compagni. Il problema è nato con la Madness del torneo, la fase successiva ai gironi che permette l'accesso alle Final Four: causa alcune defezioni improvvise, hanno deciso di scendere in campo. A quel punto, la voglia di giocarsi l'ultimo atto in un palazzetto sold out e con tutta la scuola a tifare per loro, è stata troppo forte. I ragazzi raccontano che i dirigenti della società li avrebbero accusati di aver «tradito i valori del Treviso Basket» dando loro un ultimatum: se avessero preso parte alle Final Four, non avrebbero giocato le ultime partite e non si sarebbero più allenati con i compagni fino alla fine della stagione. Gli studenti hanno fatto la loro scelta, la società ha agito di conseguenza: per loro, dunque, concesso solo il lavoro individuale in palestra.






