Quando Anthropic decise di andare allo scontro con il Pentagono per l’uso dell’Intelligenza artificiale nella guerra in Iran, in molti si chiesero se fosse una decisione legittima. Se una società privata avesse diritto a opporsi a un governo, a uno stato, addirittura allo stato che le ha concesso le basi per crescere e prosperare. Non c’è una risposta a questa domanda. Né sul piano etico, né su quello morale, né su quello politico. In questo limbo di potere tecnologico e politico Anthropic ha fatto una mossa inaspettata.
Il summit con leader cristiani (e professori di etica)
A fine marzo ha organizzato un summit a porte chiuse tra vertici aziendali e 15 leader cristiani (sia cattolici che protestanti), più alcuni accademici esperti di etica. Lo riportano i media americani. Anthropic, da quanto è emerso, non cercava consigli tecnici. Ma una guida morale. L’obiettivo era alzare il livello. Portare la questione da politica a etica, da etica a quello che per millenni è stato il fondamento stesso dell’etica.
La religione, i suoi valori, le sue riflessioni sull’uomo, sulle azioni e sulle loro conseguenze. L’etica può essere laica, certo. Ma il con l’Intelligenza artificiale la partita è cambiata a tal punto che l’idea stessa del fondamento dell’etica debba essere presa così alla larga, e così in profondità, che un richiamo ai principi religiosi deve essere sembrato necessario.









