La tensione cresce nello Stretto di Hormuz, punto nevralgico per il traffico energetico mondiale. Gli Stati Uniti hanno annunciato il dispiegamento di dragamine ad alta tecnologia, mentre il Regno Unito nega un coinvolgimento diretto.
Il presidente americano, Donald Trump, ha comunicato l’invio di navi dragamine nello Stretto durante un’intervista telefonica con Maria Bartiromo su Fox News. Trump ha sottolineato l’impiego di mezzi sofisticati e avanzati nelle operazioni di sminamento, insieme a unità più tradizionali.
«Abbiamo dragamine tra i più moderni e avanzati al mondo», ha dichiarato Trump, precisando inoltre: «Altri Paesi stanno contribuendo allo sforzo internazionale». Secondo il presidente, anche il Regno Unito e altre nazioni sarebbero pronti a inviare mezzi navali per affiancare le operazioni, vista la presenza di diverse imbarcazioni posamine nella zona, ritenute una minaccia per la sicurezza della navigazione.
Londra assume una linea diversa. Secondo quanto riferito da fonti governative a Sky News, un portavoce del governo britannico ha smentito qualsiasi ipotesi di partecipazione a un blocco dello Stretto di Hormuz.
Il portavoce ha rimarcato l’impegno del Regno Unito a «garantire la libertà di navigazione e mantenere aperto questo snodo strategico per l’economia globale». Ha inoltre dichiarato che «Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a restrizioni o pedaggi», evidenziando quanto la stabilità della zona sia fondamentale per il commercio internazionale e per il costo della vita.















