L’allenatore elogia la sua squadra, il 2-1 avvicina la salvezza: “Non c’è la matematica ma i tre punti danno sollievo. Vittoria gigantesca”
La carica di Daniele De Rossi , allenatore del Genoa
Genova – La definizione dice tutto. «Una vittoria gigantesca». Eh sì, perché il calcio è accompagnato sempre da tante parole ma la spiegazione che Daniele De Rossi dà della situazione del Genoa è semplice e chiara. «È una vittoria che dà sollievo. Quando ho visto il pareggio e quell'addormentarsi della partita pensavo che avevamo 34 punti e ci avremmo riprovato a Pisa. Ma due punti in più pesano. Dobbiamo ancora affrontare Como, Milan, Atalanta, Fiorentina, tutte partite non simpatiche. È una vittoria gigantesca ma non siamo salvi. Non c'è la matematica. Però conta anche per piacere personale, siamo noi a farli e non dobbiamo stare a gufare Cremonese o Lecce. Ci tireremo fuori da soli da questa situazione, è quello che conta».
Ecco, è il tirarsi fuori da soli che stimola l’orgoglio di De Rossi. Quando arrivò a inizio novembre il Genoa era sul fondo della classifica, adesso ha tra le mani una salvezza tranquilla e non siamo neppure a metà aprile. Poi c’è la prestazione della squadra, con giocatori come Sabelli che, pur giocando non tantissimo, diventano decisivi nei momenti più importanti. «Le prodezze di Messias ed Ekuban si sono ripetute in questi mesi, il tacco di Sabelli è la notizia del giorno - se la ride il tecnico - Devo farmi delle domande se vinco con un tacco di Sabelli. Scherzi a parte ci sono giocatori che hanno questa maglia sotto la pelle, lo dimostrano con quel po’ di sfrontatezza che ci ha fatto vincere negli ultimi minuti pur sapendo che quella di oggi era una partita da non perdere. E io apprezzo il fatto che abbiano il mio stesso coraggio. Da allenatore dovrei dire che abbiamo vinto grazie a un mio allenamento di martedì o giovedì, ma a me piace pensare che il cuore di questo gruppo che ho trovato fa la differenza. Noi allenatori giovani non dobbiamo mai dimenticarci di schierare giocatori pronti a dare tutto, senza pensarci scienziati».







