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13 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 8:07
Il 2026 si annuncia come l’anno del definitivo tramonto per uno dei simboli più longevi della burocrazia italiana: la carta d’identità cartacea. Quel libretto, spesso sgualcito e oggetto di costanti richiami da parte delle autorità di frontiera estere, sta per finire definitivamente in soffitta. Non è una scelta facoltativa, né una transizione morbida lasciata alla discrezionalità dei singoli comuni. A prevederlo è il regolamento europeo n. 1157/2019, che ha fissato una data spartiacque invalicabile per tutti gli Stati membri: il 3 agosto 2026. Da quel giorno, il vecchio formato smetterà di esistere legalmente, trasformandosi in un cimelio per collezionisti.
La questione non è puramente estetica o di modernizzazione digitale. Alla base della decisione di Bruxelles ci sono stringenti standard di sicurezza volti a contrastare la contraffazione e il furto d’identità, crimini che nel vecchio formato cartaceo trovavano terreno fertile a causa dell’assenza di elementi biometrici e microchip criptati. La CIE, Carta d’Identità Elettronica, diventa dunque l’unico scudo tecnologico accettato, dotata di un supporto in policarbonato con laserature, ologrammi e un’antenna interna che la rende simile a una carta di credito, ma infinitamente più complessa da violare.








