Otto anni di attesa, di tentativi, di sfortuna, delusioni e anche dolore, ma finalmente Wout Van Aert è riuscito nell'impresa tanto inseguita, vincere la Parigi-Roubaix.

In una edizione che aveva due soli favoriti, Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel, a conquistare il successo nell'Inferno del Nord, la regina delle classiche, è stato finalmente il belga della Visma-Lease a Bike. E se Van der Poel, che cercava il quarto successo di fila al velodromo, è stato frenato da varie forature, il campione del mondo sloveno ha invece dovuto invece inchinarsi al belga nello sprint a due, dovendo rimandare ancora la conquista dell'unica Monumento che manca nel suo palmares. L'anno scorso, al suo esordio, era stato van der Poel a batterlo, stavolta ha trovato sulla sua strada un altro campione che a 31 anni ha coronato un sogno.

Le lacrime che Van Aert si è lasciato sfuggire al traguardo danno la misura della sua emozione per aver raggiunto la vittoria in una delle due grandi classiche del pavé che sognava fin da bambino, insieme al Giro delle Fiandre, che ancora gli manca. Il corridore della Visma ha vissuto innumerevoli delusioni, cadute e infortuni negli ultimi anni, in particolare alla Roubaix, dove è arrivato secondo nel 2023, terzo nel 2024 e quarto l'anno scorso, costretto ad assistere al tris di van der Poel. Questa volta, quella sfortuna che sembrava essergli appiccicata addosso si è invece accanita sull'olandese, il fuoriclasse del ciclocross che sa domare come pochi altri il fondo impossibile di questa corsa. Nell'attraversare la foresta di Arenberg, ha subito un paio di forature e ha perso tempo nel recuperare una bici adatta, scivolando a due minuti dagli altri favoriti. Un distacco che nonostante gli sforzi non è più riuscito a colmare, costringendolo ad accontentarsi del quarto posto. Una foratura, evento più che probabile sul duro pavè francese, ha tradito anche Filippo Ganna, proprio quando il campione azzurro era riuscito a unirsi al treno dei migliori, guidato da Pogacar e va Aert, entrambi costretti a loro volta a fermarsi per forature ma capaci di tornare tra i primi. I due ad un certo punto hanno salutato la compagnia nel settore di Auchy lez Orchies, quando mancavano 50 chilometri al traguardo, però questa volta lo sloveno non è riuscito a piazzare la sua solita zampata. Ogni volta che ha provato ad allungare, Van Aert non ha perso un metro, intravedendo forse l'occasione di cambiare il suo destino e, quando sono entrati insieme nel velodromo, ha facilmente allungato, andando a prendersi una vittoria più che meritata, e non solo per quello che si è visto oggi.