Sono sbarcate nel porto della Spezia le 71 persone portate in salvo mercoledì scorso dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, nelle acque internazionali della zona SAR libica. Le operazioni di sbarco si sono concluse alle 11.30 di stamattina. Lo comunica la ong precisando che i naufraghi si trovavano a bordo di un gommone sovraffollato e privo dei dispositivi di sicurezza, avvistato mercoledì 8 aprile nel primo pomeriggio direttamente dal ponte di comando della nave di Emergency, che è intervenuta per soccorrere.
"Abbiamo da poco concluso lo sbarco e così, dopo più di tre giorni di navigazione, finalmente i naufraghi soccorsi in questa missione sono potuti scendere a terra - afferma Gabriele Padovan, Comandante della nave SAR di Emergency -. Mentre la Life Support si prepara a una nuova missione nel Mediterraneo centrale, auguriamo alle persone appena sbarcate il meglio per il loro futuro". Le 71 persone soccorse, tra cui 12 donne e 17 minori di cui 11 non accompagnati, erano partite dalle coste libiche e provengono in prevalenza da Mali, Costa d'Avorio e Burkina Faso.
"Tra i naufraghi appena sbarcati a terra erano presenti uomini, donne, minori non accompagnati, bambini ed anche una donna in stato di gravidanza e una neonata di due mesi - commenta Silvana Zaccardi, dottoressa a bordo della Life Support di Emergency -. Nei giorni di navigazione verso La Spezia, alcune delle persone soccorse ci hanno raccontato la loro storia, fatta di respingimenti, detenzioni, violenze, percosse avvenute con oggetti metallici e torture subite durante il periodo di permanenza in Libia. Brutalità che hanno lasciato segni sia psicologici che fisici, quali bruciature, fratture e amputazioni. Ci auguriamo che il nostro Paese garantisca a queste persone le cure fisiche e psicologiche di cui hanno bisogno".







