La mattina di domenica prossima è previsto l'arrivo nel porto di La Spezia della Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, per lo sbarco delle 71 persone soccorse mercoledì scorso nelle acque internazionali della zona sar libica.
"L'imbarcazione in pericolo, un gommone sovraffollato e non in grado di affrontare la traversata del Mediterraneo con a bordo 59 uomini e 12 donne compresi 17 minori di cui 11 non accompagnati - rileva la ong - è stata avvistata direttamente dal ponte di comando della Life Support".
I naufraghi hanno riferito di essere partiti dalle coste libiche, da Garabulli, e sono originari di Mali, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Guinea Conakry, Camerun e Ciad, "Paesi colpiti da violenze, povertà, violazioni di diritti e insicurezza alimentare".
La Life Support, prosegue Emergency, "ha sperimentato anche una maggior presenza di asset libici, che ostacola i soccorsi in acque internazionali".
"Sta diventando difficile realizzare interventi di soccorso nelle acque internazionali della zona sar libica: in questa missione siamo stati spesso seguiti da asset non identificati o appartenenti alla Guardia costiera libica", spiega Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support.






