Secondo i geni usciti dall’Unione Europea non dovremmo tornare ad acquistare il petrolio della Russia. La cosa invece avrebbe più che un senso nell’ambito di un negoziato sulla guerra in Ucraina. Con un fornitore in più aumenti l’offerta e quindi diminuisce il prezzo. Pure Federpetroli, e non solo la Lega, sostiene questa comprensibilissima tesi. Dalle parti del Nazareno si fanno ovviamente le barricate di fronte a tale possibilità.
Eppure il gas della Russia lo acquistiamo. E perché il gas sì ed il petrolio no? Il Prof. Andrea Romano sostiene rimanendo serio che non è vero e che questo gas lo acquistano solo Ungheria e Repubblica Ceca. Ora essendo che stiamo parlando di gas naturale liquefatto che viaggia su nave, il candidato spieghi come queste navi gasiere possano arrivare in quei paesi che il mare non ce l’hanno. E che l’Ue faccia incetta di gas russo lo dimostrano soprattutto i dati. Nel 2025, come pubblicato dal Financial Times, il 97% del gas liquido prodotto negli impianti di Yamal in Siberia sono finiti in Unione Europea attraccando soprattutto in Francia e Belgio. Costo complessivo, poco meno di 3 miliardi di dollari.
ITALIA, LETTERA ALLA UE: "LO STRUMENTO CONTRO LA CRISI". CHI SONO I PAESI ALLEATI DI PALAZZO CHIGI








