Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
11 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 19:13
Cori, cartelli e striscioni per rompere “il silenzio che incombe sulla città”. Per far sì che a Roma, dove è stato deciso il destino di Piombino, non possano ignorare la protesta della popolazione, scesa di nuovo in strada contro la permanenza del rigassificatore nel porto, il transito di armi e il degrado ambientale. “Piombino non può continuare a essere il luogo dove si smantellano ospedali, si incrementano discariche e si aggirano le tutele sanitarie per il profitto di pochi”, recita il discorso iniziale degli organizzatori che ha dato il via alla manifestazione. Il corteo – circa un migliaio di persone – è partito sabato pomeriggio da Piazza Gramsci, per poi attraversare il centro cittadino e ritrovarsi unito in Piazza Bovio, uno dei più grandi affacci sul mare d’Europa. A pochi chilometri di distanza, nascosta dal promontorio, è installata la Italis Lng (ex Golar Tundra), la nave rigassificatrice lunga 300 metri e larga 40 che a fine luglio avrebbe dovuto lasciare il porto. Ma l’esecutivo ha tradito la promessa fatta tre anni fa alla popolazione della cittadina del Livornese, e più in generale alla Toscana.






