"Perché proprio io? E' la prima domanda che si è posto Gabriele Galal, 18enne, volontario della Croce Rossa quando ha saputo di essere stato scelto dal capo dello Stato come 'Alfiere della Repubblica".

"Non ho non ho mai pensato di aver fatto qualcosa di straordinario - spiega -.

Ad ogni modo questo riconoscimento porta il nome di tutti quei giovani che ogni giorno si impegnano per gli altri".

Frequenta il quinto anno del Liceo Economico Sociale al Liceo Niccolò Machiavelli di Roma, la sua intenzione è di conseguire la laurea in giurisprudenza e poi entrare nelle forze dell'ordine, anche se ancora non ha deciso in quale Corpo. "La Croce rossa per me è volontariato - sottolinea - e non voglio assolutamente trasformarlo in un lavoro. Deve essere un qualcosa che io continuo a donare gratuitamente agli altri e senza voler ricevere alcun compenso".

Vive in un quartiere difficile della Capitale, Tor Bella Monaca, insiema alla madre, segretaria al Consiglio Superiore della magistratura nell'ufficio della vicepresidenza. Suo padre lavora come receptionist al Grand Hotel Plaza di Roma.