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Conferma per il tandem Cattaneo-Scaroni ai vertici di Enel. Leonardo perde il 5,2% in Borsa con l'addio di Cingolani

Con le prossime assemblee di bilancio delle partecipate statali verranno rinnovati 214 organi sociali, di cui 118 consigli di amministrazione e 96 collegi sindacali. Gli organi in scadenza sono composti complessivamente da 842 poltrone: 516 consiglieri e 326 sindaci. Il rapporto CoMar segnala che 158 componenti operano in 21 società controllate direttamente dal Mef, mentre 684 siedono in 134 controllate indirette attraverso le diverse capogruppo.

La strategia del Tesoro per le big è stata intanto svelata giovedì sera con il deposito delle liste. In Enel restano salde le poltrone di Flavio Cattaneo ( e Paolo Scaroni dopo le riconferme di Matteo Del Fante e Silvia Rovere alla guida di Poste Italiane, rispettivamente come ad e presidente. Claudio Descalzi è riconfermato alla guida dell'Eni mentre c'è un cambio della guardia in Leonardo e Terna. Lorenzo Mariani, dalla guida di Mbda Italia è indicato alla carica di amministratore delegato di Leonardo al posto di Roberto Cingolani con Francesco Macrì presidente. L'uscita di Cingolani ha scatenato la reazione delle opposizioni ("Meloni l'ha rimosso per fare un favore a Trump", "sulle nomine serve più trasparenza" sono i leitmotiv della sinistra). Sui social Matteo Zanelli, responsabile delle partnership presso la Camera di Commercio Italo-Americana, ricorda però che "nel 2023 fu proprio Giorgia Meloni a volere Cingolani per dare una forte spinta tecnologica all'azienda. Lo fece superando le preferenze di Guido Crosetto, che all'epoca consigliava proprio Lorenzo Mariani. La premier ha semplicemente preso atto che oggi serve il tecnico che la Difesa chiedeva già tre anni fa", aggiunge Zanelli. Sottolineando anche che Mariani è un ingegnere molto stimato nel settore con un lungo passato nell'ex Finmeccanica lavorando proprio con Cingolani cui era stato affiancato nel 2023 come condirettore generale.