Milano, 11 apr. (askanews) – A Vinitaly 2026 la Camera di Commercio Irpinia Sannio guiderà una collettiva di 101 espositori, composta da 99 aziende produttrici di vino, 66 della provincia di Avellino e 33 della provincia di Benevento, assieme a due Consorzi di tutela.

Nel 2025 la Campania contava 24.756 ettari vitati e una produzione di oltre 2,2 milioni di quintali di uva da vino, in crescita del 9,6% rispetto all’anno precedente. Il dato si colloca in controtendenza rispetto al quadro nazionale richiamato nel testo diffuso, dove si segnala una riduzione del 5% delle superfici vitate e un calo dello 0,8% della produzione. Il peso di Irpinia e Sannio resta determinante. Il Sannio concentra il 42,6% della superficie vitata regionale e quasi il 49% della produzione, mentre l’Irpinia rappresenta il 24,7% delle superfici e il 19,3% della produzione. Avellino mantiene però una più alta incidenza qualitativa, con una forte specializzazione nelle produzioni a Denominazione.

Le produzioni Dop rappresentano circa il 20% del totale regionale ma il loro peso cresce nettamente proprio nelle due aree principali della viticoltura campana. In Irpinia raggiungono il 31% della produzione provinciale, mentre nel Sannio si attestano al 21%. Complessivamente, i due territori contribuiscono all’85% della produzione Dop della Campania. Sul piano produttivo, il sistema irpino-sannita mostra un’identità ben definita. In Irpinia prevalgono i vini bianchi, che arrivano all’84,4% della produzione Dop, trainati da Denominazioni come Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Nel Sannio si consolida invece il ruolo della Falanghina, varietà ormai centrale nel profilo enologico del territorio.