Domenica oltre 8,1 milioni di cittadini saranno chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento. È una consultazione che potrebbe interrompere i sedici anni di governo di Viktor Orbán, leader di Fidesz, al potere ininterrottamente dal 2010, e aprire la strada all’opposizione guidata da Péter Magyar, ex figura dell’establishment oggi alla guida del partito Tisza.
I seggi saranno aperti dalle 6 alle 19, seguiti da una notte di spoglio che si preannuncia lunga e incerta.
L’affluenza potrebbe superare il già elevato 70% registrato nel 2022, con una mobilitazione significativa soprattutto tra i giovani: oltre 180mila voteranno per la prima volta e gli under 30 rappresentano più del 12% dell’elettorato, una componente potenzialmente decisiva.
A incidere saranno anche i voti dall’estero: circa 500mila elettori voteranno per corrispondenza, mentre oltre 90mila esprimeranno la propria preferenza nelle sedi diplomatiche.
Le minoranze coinvolgono quasi 74mila persone.










