Prevista oggi la visita della delegazione del gruppo indiano Jindal agli stabilimenti siderurgici di Cornigliano e Novi Ligure. Dopo il sopralluogo a Taranto, il gruppo interessato a rilevare l’ex Ilva verificherà lo stato di salute degli impianti dei due poli del Nord all’interno di una interlocuzione con il governo per arrivare alla formulazione di un’offerta vincolante. Il verdetto finale dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, tenendo conto che in campo resta sempre il fondo americano Flacks, anche se negli ultimi giorni l’impressione è che l’esecutivo stia virando sempre più verso l’opzione Jindal. Rispetto alla prima impostazione presentata dal colosso indiano, che porterebbe a migliaia di esuberi, l’esecutivo spinge però per il coinvolgimento di player italiani del settore siderurgico e, a questo punto, potrebbe assicurare una presenza pubblica, anche come elemento di garanzia su tutte le partite ancora aperte, a cominciare da quelle ambientali. Un capitale sociale così redistribuito potrebbe garantire la ripartenza dell’ex Ilva, contenendo gli esuberi e, con gli investimenti previsti garantendo una produzione adeguata al mercato.
Con la delegazione indiana, che dovrebbe essere guidata da Naveen Jindal e dal figlio Venkatesch, dovrebbero essere presenti anche i commissari Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli e il direttore generale dell'azienda Maurizio Saitta, già presenti a Taranto.







