Isensori biologici non sono una novità – si pensi anche solo ai roseti posizionati al principio dei filari delle vigne, ma nessuno aveva ancora pensato di usare i microbi presenti nel calcestruzzo come sentinelle. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Hiroshima e dell'Università di Kyoto ha scoperto infatti che quando si crea la miscela di calcestruzzo - per realizzare ad esempio ponti, autostrade, autostrade o anche marciapiedi - vengono impiegate diverse materie prime che al loro interno ospitano naturalmente tipologie diverse di microbi. Questi ultimi non solo rimangono intrappolati e formano delle comunità, per altro isolate dall’esterno, ma potenzialmente in futuro potrebbero consentire di rilevare eventuali deterioramenti delle infrastrutture che li ospitano.

"Sono stata motivata dall'idea di rendere la manutenzione delle strutture in cemento più accessibile a una gamma più ampia di persone", ha dichiarato China Kuratomi, prima autrice dello studio e dottoranda presso la Facoltà di Scienze e Ingegneria Avanzate dell'Università di Hiroshima. “Così come notiamo i cambiamenti nel nostro stato di salute attraverso indicatori quotidiani come la temperatura corporea e ci rivolgiamo al medico quando necessario, spero che anche le condizioni degli edifici possano essere comprese attraverso diversi indicatori, con specialisti in grado di fornire diagnosi dettagliate quando necessario”.