La scossa arriva da Cologno Monzese e scuote ancora una volta i vertici di Forza Italia a Roma. Quattro ore di business lunch nel quartier generale di Mediaset e un conclave a cinque: Antonio Tajani, Marina e Pier Silvio Berlusconi, Gianni Letta e l’ad di Fininvest Danilo Pellegrino.
Riparte da qui la fase “due”. Da un nuovo cambio della guardia illustre, per cominciare. Dopo Maurizio Gasparri al Senato, sostituito da Stefania Craxi, a capovolgersi è la poltrona di Paolo Barelli come capogruppo alla Camera. Sic dixit Marina: urge un «rinnovamento» del partito creato da suo padre e non è più rinviabile dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. Al posto del fedelissimo di Tajani, destinato con ogni probabilità a una casella libera da sottosegretario, al Mise o ai Rapporti con il Parlamento, dovrebbe arrivare Enrico Costa.
Uomo immagine della campagna referendaria per il Sì, candidato con Azione nel 2022 e rientrato all’ovile azzurro due anni dopo, è il nome della mediazione possibile spuntato fuori dalla riunione fiume al Nord. Dove non solo di teste e nomi si è parlato ma di tempi, scenari e contenuti della creatura politica del Cavaliere. Con la famiglia decisa a fare qualcosa che non ha fatto finora, per indole e natura più che per volontà precisa: occuparsi di più del partito, concordare con Tajani, confermato come leader, i prossimi passi.












