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10 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 19:08

Quattro ore di faccia a faccia nella sede di Mediaset a Cologno Monzese. Da un lato, Antonio Tajani, dall’altro Marina e Pier Silvio Berlusconi. Nel mezzo, il gran visir Gianni Letta e l’amministratore delegato di Fininvest Danilo Pellegrino. Sul piatto, c’era il futuro di Forza Italia e, per quanto i toni cordiali alla fine dell’incontro scorrano a fiumi, è evidente che c’era molto da discutere visto che il vertice è andato avanti per oltre 4 ore. L’addio del capogruppo Maurizio Gasparri era stato descritto come una mossa orchestrata per dare un primo segnale di svolta all’indomani della sconfitta al referendum. Un k.o. pesantissimo per Forza Italia, che aveva fatto della riforma della giustizia la sua bandiera della legislatura. La disfatta è doppiamente stata amara per i berlusconiani anche perché, secondo i sondaggisti, un elettore su quattro ha deciso di votare contro l’indicazione del partito bocciando i cambiamenti.

Al centro dell’incontro il nodo dei congressi che ha aperto una forte discussione interna e il caso della nomina del nuovo capogruppo alla Camera al posto di Paolo Barelli, fedelissimo del segretario nazionale di Forza Italia. Raccontano che al tavolo delle trattative di questi giorni siano arrivati vari nomi. Anzi, c’è chi assicura di aver visto circolare due ‘rose’ di candidati. Enrico Costa, fortemente voluto da Tajani e in pole, riferiscono qualificate fonti azzurre, guiderebbe una di queste liste con dentro anche il portavoce nazionale Raffaele Nevi e Pietro Pittalis, coordinatore regionale in Sardegna.