VENETO - A quasi tre anni da quell’11 maggio 2023, Mirko Bernardinello sorride: «Sono l’esempio che, dopo la morte, può esserci ancora la vita».

Primo trapiantato da donatore a cuore fermo in Italia, grazie alla doppia équipe guidata dal cardiochirurgo Gino Gerosa e dall’anestesista Paolo Zanatta, il 49enne polesano è il volto-simbolo del “Donation day”: giovedì 16 aprile sarà la Giornata regionale per promuovere la donazione e il trapianto di organi e tessuti.

Osserva il presidente Alberto Stefani: «Il 2025 è stato un anno straordinario per il Veneto, con 145,3 interventi per milione di abitanti, il tasso più elevato a livello nazionale. Ma l’informazione e la sensibilizzazione sono fondamentali per continuare ad avere questi dati». Il rovescio della medaglia è infatti l’aumento delle opposizioni. «Nel giro di un anno i dinieghi sono saliti dal 17,6% al 20,2%, soprattutto al rilascio o al rinnovo della carta d’identità, con picchi del 36,3%: tante volte per la paura di perdere la sacralità del corpo, altre per l’indifferenza delle persone soprattutto fra i 18 e i 30 anni», rileva Demetrio Pittarello, coordinatore del Centro regionale trapianti. Per questo la Scuola di sanità pubblica, diretta da Francesco Cobello, annuncia un piano di formazione per il personale delle anagrafi: «Puntiamo a coinvolgere tutti i 559 Comuni».